Cadono i capelli trapiantati dopo l’intervento? Spesso sì, ma non è sempre “shock loss”. È normale che i capelli appena trapiantati cadano dopo 2-4 settimane: si tratta di una fase fisiologica chiamata “caduta di riposo”, mentre la radice rimane viva.
Lo “shock loss”, invece, è una caduta temporanea che può colpire anche i capelli esistenti circostanti la zona ricevente a causa dello stress chirurgico. Non è inevitabile per tutti, ma se si verifica, è temporaneo e i capelli ricrescono entro pochi mesi senza danni permanenti.
Perché si verifica la caduta dei capelli dopo un trapianto?
I capelli trapiantati utilizzando la moderna tecnica FUE (Follicular Unit Extraction) o metodi più avanzati come il metodo Zaffiro DHI continueranno inizialmente a crescere dopo l’intervento.
Tuttavia, circa due o quattro settimane dopo l’intervento, i capelli appena trapiantati cadono nuovamente. Si tratta di un normale effetto collaterale post-trapianto. La caduta dei capelli si verifica perché i follicoli trapiantati, indipendentemente dalla tecnica utilizzata per il trapianto, vengono temporaneamente privati dell’afflusso di sangue e quindi non possono ricevere sostanze nutritive dall’organismo.
Non c’è però motivo di allarmarsi. Gli innesti capillari rimangono nel cuoio capelluto e i nuovi capelli ricrescono dopo circa 3 mesi (a seconda della predisposizione).
Di solito, dopo 9-12 mesi il paziente può godere nuovamente di una chioma folta e bella. Tuttavia, a volte questo processo può richiedere fino a 18 mesi. I follicoli dei capelli trapiantati possiedono le giuste informazioni genetiche, quindi durano tutta la vita.
Quando dopo l’intervento si verifica la caduta dei capelli trapiantati, la maggior parte delle persone parla di “shock loss”. Tuttavia, questo non è del tutto corretto; il termine corretto è ‘shedding’ (sfoltimento temporaneo). Lo “shock loss” è qualcosa di completamente diverso e può verificarsi sia nell’area ricevente che in quella donatrice.
E a proposito: i capelli non cadono sempre poche settimane dopo un trapianto di capelli FUE. In circa il 5% dei pazienti, i capelli continuano a crescere come se nulla fosse successo.
La collaborazione del paziente è un fattore determinante per il successo di un trapianto di capelli
Un trapianto di capelli può avere esito positivo solo se il paziente si impegna attivamente nella cura post-operatoria. Nei primi giorni dopo l’intervento, gli innesti sono ancora estremamente sensibili. Pertanto, il cuoio capelluto non deve essere toccato in alcun modo (se non per lavare i capelli) e deve essere protetto da urti e colpi.
Allo stesso modo, è necessario evitare qualsiasi sforzo fisico. Se la pressione sanguigna o il polso aumentano, c’è il rischio che le ferite ricomincino a sanguinare e che gli innesti appena trapiantati vengano immediatamente espulsi.
Il processo di guarigione dovrebbe completarsi dopo circa 15 giorni. Sauna, solarium e piscina sono consentiti circa tre settimane dopo l’intervento. Un allenamento leggero è possibile dopo circa 20 giorni.
Il dottor Levent Acar fornisce ai suoi pazienti istruzioni precise su come comportarsi dopo il trapianto di capelli. Il team è inoltre a disposizione per rispondere a qualsiasi ulteriore domanda. La collaborazione del paziente è essenziale per ottenere il miglior risultato possibile.
Perdita di capelli dovuta al trapianto troppo fitto: shock loss nell'area trapiantata
La situazione è leggermente diversa se una parte dei capelli nell’area ricevente cade a causa del cosiddetto “innesto ad alta densità”. Ciò si verifica quando gli innesti vengono posizionati troppo vicini tra loro. Ciò può traumatizzare il tessuto circostante a tal punto da provocare la caduta anche dei capelli circostanti.
Un’altra conseguenza è un risultato estremamente innaturale. I capelli trapiantati appaiono arruffati e sporgono dal cuoio capelluto. Questo fenomeno è noto anche come “effetto testa di bambola”.
Il rischio di perdita da shock dovuta al dense packing è particolarmente elevato quando il medico curante e il suo team sono ancora molto inesperti.
Shock Loss nell'area donatrice
La caduta improvvisa dei capelli può avere diverse cause:
Anestesia locale non corretta:
L’anestesia locale prevede l’iniezione di soluzione salina nel tessuto per sollevare leggermente il cuoio capelluto. Tuttavia, se viene iniettata una quantità eccessiva di soluzione, si crea un aumento della pressione tissutale. Ciò impedisce a sua volta l’afflusso di sangue alle radici dei capelli. Di conseguenza, i capelli cadono.
Tessuto traumatizzato:
Oltre alla moderna e delicata tecnica FUE, in cui gli innesti vengono prelevati singolarmente, esiste anche la tecnica FUT. In questo caso, viene asportata una stretta striscia di pelle dall’area donatrice, dalla quale vengono successivamente estratti gli innesti. Ciò può traumatizzare il tessuto circostante e portare alla perdita da shock.
Troppi innesti prelevati:
Anche se i capelli nell’area donatrice crescono ancora in modo folto e pieno, il numero di innesti che possono essere prelevati è comunque limitato. Se il medico curante ne preleva comunque più di quanto sia effettivamente possibile, la conseguenza può essere una perdita da shock.
FAQ
La caduta dei capelli dopo un trapianto, effettuato con tecniche come la FUE o la Sapphire DHI, è normale a causa di un’interruzione temporanea dell’afflusso sanguigno. I capelli trapiantati cadono, ma i follicoli rimangono e i nuovi capelli ricrescono entro 3 mesi.
Per “shedding” si intende la perdita di capelli prevista dopo il trapianto, mentre la “shock loss” è un effetto indesiderato che colpisce sia l’area ricevente che quella donatrice, spesso causato da una densità eccessiva dei capelli trapiantati o da una tecnica non corretta.
L’assistenza post-operatoria è fondamentale; i pazienti devono evitare di toccare il cuoio capelluto, proteggerlo da urti ed astenersi da attività faticose per garantire che gli innesti rimangano ben fissati, favorendo così una corretta guarigione e la ricrescita dei capelli.
Il “dense packing” consiste nel posizionare gli innesti troppo vicini tra loro, il che può danneggiare il tessuto circostante e causare un’ulteriore perdita di capelli, con il risultato di un aspetto innaturale, simile a quello di una “testa di bambola”. L’esperienza e la tecnica del medico sono fondamentali per evitare questo problema.
La perdita improvvisa di capelli nell’area donatrice può essere causata da fattori quali un’applicazione errata dell’anestesia locale, traumi tissutali dovuti alle tecniche di prelievo o un prelievo eccessivo di innesti, con conseguente perdita temporanea o permanente dei capelli in quella zona.